Ti vedo.
Vivi scorrendo immobile come un fiume nei suoi argini.
Sono i margini della tua vita che tu stessa hai contribuito a creare, come un fiume che scorre sempre uguale a se stesso, vivo e immobile nel suo letto.
Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, diceva Eraclito.
Chiunque attraverserà la tua vita ti troverà uguale e diversa in ogni momento della tua esistenza, certamente, ma Tu sei e sarai sempre lì dentro fino a quando non sentirai che sia arrivato il momento di uscire fuori.
Con il tempo gli argini sono diventati limiti invalicabili, barriere che ti separano da desideri, progetti, emozioni e prospettive.
Ogni volontà è stata rimandata indietro, all’origine e lì è montata la piena fatta di carico di responsabilità, mole di lavoro, fatica, pensieri, trascuratezza, bisogni insoddisfatti, aiuti mancati, desideri inespressi, cassetti chiusi, routine faticose… una pioggia di energia non spesa che si è accumulata.
Ora fai attenzione, la misura è quasi colma, stai rischiando di straripare, di lasciare che la piena arrivi in modo dirompente travolgendo tutto.
Se questo dovesse accadere sappi che nessuno si accorgerà della violenza che ti hanno fatto quegli argini che tu stessa hai contribuito a creare.
Nessuno saprà mai a cosa hai dovuto rinunciare per scorrere ordinatamente, per non doverti mai fermare, per superare ogni ostacolo, per trasportare sempre tutti fino alla meta.
Prima che tutto questo accada cerca un appiglio, sii fiume che crea un varco e da quello inizia la deviazione verso il mare.
Respira, prendi consapevolezza e osserva quegli argini invisibili che stanno stringendo e rallentando il tuo percorso. Trova la deviazione, sentila, seguila… è proprio quella che ti spaventa tanto ad essere la tua salvezza.
Sai già che non sarà facile lasciare il letto che hai scavato negli anni.
Da quei margini ti senti ancora protetta, ma ti assicuro che quando ne sarai fuori scoprirai che non erano altro che i limiti che ti hanno tenuta lontana dal tuo vero essere mare.

Rispondi