Per l’ennesima amica…

Molte di noi ci sono passate. Il copione è sempre lo stesso. Narcisisti patologici. 

Si fanno una doppia vita ma non sono in grado di viverne neanche una.

Vili personaggi, non degni di essere definiti persone.

Il tradimento è la linfa vitale del loro ego malato. Complessati, cercano conferme. Ti tradiscono con una persona che riescono a manipolare meglio, la rendono succube e la incastrano nei loro giochini… il sesso e il gioco di potere muovono tutto. 

Non c’è amore, non c’è sentimento, non c’è nulla. Solo finzione. Ma loro in questo pensano di essere bravissimi. Ottimi teatranti della menzogna. 

L’altra è sempre la pazza. 

Ma il gioco regge fino a quando qualcosa non va storto o fino a quando il narcisista non riesce più a gestirlo. Allora le protagoniste del triangolo si scoprono, si incontrano, si raccontano, si confrontano, si riconoscono e solidarizzano e allora il castello crolla e il narcisista va in tilt.

Cresciuti da madri castranti, hanno sperimentato fin da piccoli il senso di inadeguatezza e la loro vita è tutta un tentativo di rivalsa verso il genere femminile. Odiano le donne perchè con loro vivono una competizione perversa. L’obiettivo è prevalere e prevaricare. 

La violenza è l’unica modalità di reazione che conoscono. Sono incapaci di controllare la rabbia perché il loro ego non ammette la sconfitta, l’umiliazione e la perdita di controllo e potere. La violenza ha tante forme… possono offendere, umiliare, screditare, diffamare, colpire economicamente, trascinare in tribunale, causare guai, provare a manipolare o prendersi i figli, fare terra bruciata intorno… e ancora e ancora e ancora. Fino alla soluzione estrema, nei casi più gravi.

Se sei fortunata te ne riesci a liberare, se sei sfortunata NO.

La vita, la serenità, la salvezza e la felicità di una donna non possono più dipendere dalla “fortuna”, dal caso, dalla fatalità. C’è bisogno di un cambio di rotta culturale, sociale e legislativo. Adesso.

Non c’è più tempo.

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