Pensieri, parole, immagini

  • Ma-dre

    Mamma è la vibrazione universale del mondo.

    Un suono familiare tutto racchiuso in una piccola radice sanscrita… “ma” che significa misurare, preparare, ma anche formare. 

    La madre è colei che prepara il suo corpo a dare la vita, colei che sceglie l’amore, colei che vince ogni dolore, colei che protegge, forma e cura per sempre. 

    Madre è vita, forza, coraggio, fatica.

    Madre è l’unico “io” che include il “noi” perchè “essere in due comincia da loro” (Erri De Luca)

    Maledetti siano coloro che fanno vivere le madri nella paura di perdere i propri figli, coloro che le colpiscono, feriscono e umiliano, coloro che non le sostengono.

    Maledetti siano coloro che lasciano le madri nella guerra, nella povertà e nell’impossibilità di proteggere e crescere i propri figli.

    Non tutti riescono a comprenderlo, ma ogni donna è madre di vita: di sè stessa, dei suoi figli, dei figli delle altre, dei propri genitori, di ogni essere che ama. 

    La maternità come la sorellanza è un sentire femminile plurale. 

    Maternità non è il contrario di paternità…è il suo doppio.

  • Per l’ennesima amica…

    Molte di noi ci sono passate. Il copione è sempre lo stesso. Narcisisti patologici. 

    Si fanno una doppia vita ma non sono in grado di viverne neanche una.

    Vili personaggi, non degni di essere definiti persone.

    Il tradimento è la linfa vitale del loro ego malato. Complessati, cercano conferme. Ti tradiscono con una persona che riescono a manipolare meglio, la rendono succube e la incastrano nei loro giochini… il sesso e il gioco di potere muovono tutto. 

    Non c’è amore, non c’è sentimento, non c’è nulla. Solo finzione. Ma loro in questo pensano di essere bravissimi. Ottimi teatranti della menzogna. 

    L’altra è sempre la pazza. 

    Ma il gioco regge fino a quando qualcosa non va storto o fino a quando il narcisista non riesce più a gestirlo. Allora le protagoniste del triangolo si scoprono, si incontrano, si raccontano, si confrontano, si riconoscono e solidarizzano e allora il castello crolla e il narcisista va in tilt.

    Cresciuti da madri castranti, hanno sperimentato fin da piccoli il senso di inadeguatezza e la loro vita è tutta un tentativo di rivalsa verso il genere femminile. Odiano le donne perchè con loro vivono una competizione perversa. L’obiettivo è prevalere e prevaricare. 

    La violenza è l’unica modalità di reazione che conoscono. Sono incapaci di controllare la rabbia perché il loro ego non ammette la sconfitta, l’umiliazione e la perdita di controllo e potere. La violenza ha tante forme… possono offendere, umiliare, screditare, diffamare, colpire economicamente, trascinare in tribunale, causare guai, provare a manipolare o prendersi i figli, fare terra bruciata intorno… e ancora e ancora e ancora. Fino alla soluzione estrema, nei casi più gravi.

    Se sei fortunata te ne riesci a liberare, se sei sfortunata NO.

    La vita, la serenità, la salvezza e la felicità di una donna non possono più dipendere dalla “fortuna”, dal caso, dalla fatalità. C’è bisogno di un cambio di rotta culturale, sociale e legislativo. Adesso.

    Non c’è più tempo.